Esportazioni svizzere di materiale bellico e di armamenti

Torna all'elenco

«Le migliori bombe a mano del mondo» per i Paesi del Golfo

Categoria di beni: Materiale bellico (bombe a mano; munizioni per mortaio MAPAM come contesto distinto)

Bomba a mano olandese Nr330C1 / RUAG HG85.

CC BY-SA 4.0

Nel febbraio 2011, secondo Blick, RUAG, azienda di proprietà della Confederazione, pubblicizzava «le migliori bombe a mano del mondo» alla fiera degli armamenti IDEX di Abu Dhabi. Mentre il mondo arabo era attraversato dalle rivolte, 38 aziende svizzere presentavano i propri prodotti negli autoritari Emirati Arabi Uniti. L’Osec, organizzazione per la promozione delle esportazioni finanziata con fondi federali, sovvenzionava lo «Swiss Pavilion». Il presidente dei Verdi Ueli Leuenberger criticò la partecipazione e annunciò interventi parlamentari. Lo slogan era già apparso nel 2003 in un articolo di Blick sulle forniture di HG85 alla Gran Bretagna nel contesto della guerra in Iraq. Nel 2012, 20 Minuten indicava gli Emirati Arabi Uniti e il Qatar tra i clienti delle bombe a mano svizzere HG85/OHG92 e riferiva che alcune granate erano giunte dagli Emirati ai ribelli siriani attraverso la Giordania; il successivo passaggio attraverso la Turchia era descritto come probabile. Queste forniture e questi ritrovamenti sono registrati nei casi Q154 e Q180. L’articolo su IDEX non specifica il modello di bomba a mano e non dimostra la conclusione di una nuova vendita. MAPAM indica munizioni da mortaio e va distinto dalle bombe a mano HG85; gli articoli forniti non dimostrano una consegna di MAPAM ai Paesi del Golfo.

Effetto della revisione proposta della legge sul materiale bellico

In virtù del nuovo articolo 22b, il Consiglio federale potrebbe derogare a tutti i criteri di autorizzazione dell’articolo 22a in «circostanze eccezionali» formulate in modo vago. Il pubblico non dovrebbe necessariamente esserne informato. Il Consiglio federale potrebbe includere il Qatar e gli Emirati Arabi Uniti nell’allegato 2 modificando l’ordinanza sul materiale bellico. Il criterio di esclusione dovuto alla partecipazione a un conflitto armato sarebbe così abolito e l’autorizzazione diventerebbe la regola. Il Consiglio federale potrebbe rifiutare un’autorizzazione soltanto in casi eccezionali. L’art. 18 cpv. 1 abolirebbe le dichiarazioni di non riesportazione nella grandissima maggioranza dei casi. Le armi per il Qatar e gli Emirati Arabi Uniti potrebbero così essere facilmente fornite tramite una filiale o un intermediario in un Paese terzo. Potrebbero fungere da Paesi terzi, ad esempio, i seguenti Stati, che secondo il SIPRI hanno fornito negli ultimi anni materiale bellico in quantità significative: Qatar: Stati Uniti (7’741 milioni TIV); Emirati Arabi Uniti: Stati Uniti (9’818 milioni TIV).

Paesi

Conflitti

Aziende

Periodo

Pubblicità nel febbraio 2011; articoli aggiuntivi del 2003 e del 2012

Fonti